« La vera storia del gatto nel motore »

8 settembre 2011 @ 22:06

Mi accingerò ora  a raccontare la vera storia del gatto nel motore, aneddoto che ha portato i miei nipoti a possedere un gatto e me ad avere una certa fama negli ambienti bene brianzoli. Siccome ogni tanto mi capita di raccontarla da capo, tanto vale che la fissi in bytes solidi.

La storia è corredata da immagini e filmati a testimonianza di quanto dirò.

Tutto iniziò il  27 maggio 2009, data che ricordo benissimo perchè avevo già la serata organizzata. Avrei dovuto andare a casa di un noto professore brianzolo per vedere la finale di Champions League Per la cronaca, la finale fra Barcellona e Manchester United fu vinta dal Barça per 2 a 0, gol di Eto’o e Messi.

Verso le 18.30 scendo dal treno alla stazione di Besana e mi avvicino all’automobile. Appena salito e chiusa la portiera sento un flebile

“MIAO”

Alt, momento.
Miao?

Il primo pensiero è che un gatto si è infilato sotto la macchina. Scendo a controllare onde evitare di spiaccicare il povero animale durante le fasi di partenza. Controllo dietro, davanti e sotto. Nessuna traccia. Silenzio ristabilito, nessun altro segnale.
Bene, ok, sarà andato. Ripartiamo.

Al primo stop, nei dintorni di Besana, sento un altro flebile ma distinto

“MIAO”

Miao?!? Ennò, ma che cavolo…? Le macchine solitamente non miagolano. Mi fermo per alcuni secondi in ascolto, ma c’è solo silenzio.
Ok, dismetto il secondo miao come un’impressione errata provocata dall’auto-suggestione avuta prima della partenza.
Non ci sono altri sintomi, riparto.

Il secondo stop avviene nei dintorni di Prebone, sempre per un flebile ma distinguibile

“MIAO”

A questo punto mi ri-fermo, e inizio a vagliare varie opzioni.  Disabilito l’autoradio, anche se la canzone la conosco e non comprende alcun miagolio al suo interno. Caldo non ne fa per cui non non sto avendo alcun colpo di calore né allucinazione. Ho bevuto alcool oggi? No, dovrei essere sobrio.
Nel frattempo nel motore tutto è tornato silente. Cioè, a parte il rumore del motore stesso. Riparto.

Il terzo stop avviene all’ingresso a Cremella. Favorito  dall’autoradio ormai spenta si sente il solito

“MIAO”

Ormai quasi convinto di essere preda di allucinazioni uditive mi affretto a compiere velocemente l’ultimo tratto che mi separa da casa, onde avere il conforto di altri pareri.
Arrivo, parcheggio in cortile apro il cofano e…

Succede tutto molto in fretta. E’ lì, appollaiato sopra il blocco dei cilindri e mi guarda.
Mi guarda per circa 1/2 secondo. Poi si volta all’improvviso e scompare nel motore prima che io possa avere il tempo di reagire.
Ma scompare proprio, ad una rapida ricerca in mezzo ai tubi non è visibile. Solo si sente l’inconfondibile

“MIAO”

Dopo qualche vano tentativo di recuperarlo mi reco da mio fratello. Immaginatevi uno che vi si para davanti dicendo “Senti, Luciano, credo di avere un problema. Mi si è infilato un gatto nel motore”.
Mio fratello mi guarda con espressione mista di commiserazione e divertimento. Espressione che dura poco, in quanto innegabilmente il cofano miagola.

[youtube]mGTDB2KW4AM[/youtube]

A questo punto parte una specie di disperata missione di salvataggio. Lo stronzo infatti non solo si rifiuta di uscire ma sembra aver trovato una specie di portale dimensionale presente nel mio cofano, perché continua a sentirsi ma non si trova da nessuna parte.

La missione di de-gattaggio del motore comporta:

  • Lo smontaggio della ruota anteriore sinistra
  • Smontaggio del para-spruzzi anteriore sinistro
  • Smontaggio del para-spruzzi anteriore destro
  • Smontaggio del fondale del motore
  • Tentativo (fallito) di adescamento con latte e biscotti, per convincerlo diplomaticamente

Tutto documentato da queste foto:

Ad un certo punto il gatto si trova: è riuscito a infilarsi in un buco microscopico fra il cofano anteriore e un piccola paratia di plastica che si trovava subito dietro, un buchino largo al massimo 6-7 centimetri

Estrattolo, ci si para davanti questo cosino leggermente spaventato:

Il resto è storia: la finale di champions è saltata, l’automobile ha necessitato l’intervento di un meccanico (non sono riuscito a rimontarla, mi avanzava sempre qualche pezzo. Il meccanico non ha voluto sapere perché l’ho smontata, ha voluto solo i suoi sporchi 20 euro) e il gatto è stato acquisito dai miei nipoti.

Mio nipote voleva chiamarlo, molto sportivamente, Clio, ma la mia nipotina ha iniziato a chiamarlo Mimo ed essendo la più piccola ha vinto lei.
Pur avendo trovato casa, abbondante cibo e una vita sostanzialmente tranquilla a volte quando lo vedo in braccio a mia nipote (che lo tratta più o meno come una bambola di pezza che miagola) mi sembra provi una certa nostalgia del motore. Credo stesse più comodo lì.

PS: non ha perso l’abitudine di miagolare. Fa ancora

“MIAO”

 Sotto la mia finestra. Di solito alle cinque di mattina. :(

4 commenti a “La vera storia del gatto nel motore”

  1. erika ha detto:
    24 dicembre 2011 alle 10:21

    hahahahahahahahahahahahaha,dopo quanto lo avete trovato???

  2. valeria ha detto:
    3 febbraio 2012 alle 21:57

    ti posso mettere sulla mia pagina facebook?….no….sei un mito….troppo forte…….io adoro i gatti……la tua è un’ottima pubblicità per il loro salvataggio…..non sai quanti si intrufolano nei motori in inverno……

  3. Gerry ha detto:
    6 febbraio 2012 alle 17:36

    [Approved]

  4. Il gatto di colonnata - Gerry's blog - Tech, Trips, Anime & clouds ha detto:
    30 luglio 2013 alle 10:29

    […] Normalmente io adoro i gatti, non sarei mai in grado di resistere a quello sguardo implorante che chiede solo un piccolo assaggio del tuo . Quello sguardo dolcemente assassino che i piccoli felini usano per uccidere ogni tuo ridicolo tentativo di resistenza. […]

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