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	<title>Commenti a: Nucleare: Italia vs. Germania</title>
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		<title>Di: Igor Pro</title>
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		<dc:creator>Igor Pro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2011 14:13:11 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie! Passiamo alla pagina successiva! :)) Interessante anche se aborro l&#039;uso sconsiderato del Noi. Come se l&#039;Italia avesse un tutt&#039;uno di interessi. E un vizio che hanno anche i super tecnici del settore (fisici, economisti..). Di fatto siamo in epoca di monopoli privati, cartelli e questo non puo&#039; che portare a uno scontro tra consumatori (difesi da discutibilissime authority) e azionisti dei monopoli. Secondo me Fisica ed Ecologia son marginali e poco convincenti per ora in tutte queste discussioni. Rimane solo un fatto di politica e di economia. Servono politiche lungimiranti e coordinate dallo Stato, perche&#039; solo lo Stato puo&#039; potenzialmente fare gli interessi del cittadino (ovviamente a patto che lo controlliamo e lo facciam funzionare come si deve). Alle aziende per come e&#039; organizzata oggi la produzione non conviene. Progetti di grandi opere pensate in quel modo avranno costi che ricadranno sulla collettivita&#039; e porteranno vantaggi ai gruppi di potere che potranno permettersi di comprare: le solite banche che hanno gia&#039; in mano i nostri soldi, che stanno dominando il mercato della casa e del petrolio e vogliono metter le mani da anni sul diritto alla pensione e di recente all&#039;acqua e l&#039;energia. Sconvienente anche per la media impresa, schiacciata dalla grande impresa che fornira&#039; l&#039;energia a sua discrezione. Soluzione per me e&#039; frammentazione della produzione dell&#039;energia e tanta ricerca. Meno brevetti, piu&#039; nazionalizzazione. Beni pubblico autosufficienti, meno subappalti. Piu&#039; strumenti di controllo reale e di partecipazione del cittadino al controllo. = Inversione a U nelle soluzioni di questi ultimi 20 anni che guarda caso hanno impoverito i lavoratori e arricchito i vari azionisti il cui credito verso di noi ormai ci impicca dal primo all&#039;ultimo giorno della nostra vita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie! Passiamo alla pagina successiva! <img src='http://www.gerry.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ) Interessante anche se aborro l&#8217;uso sconsiderato del Noi. Come se l&#8217;Italia avesse un tutt&#8217;uno di interessi. E un vizio che hanno anche i super tecnici del settore (fisici, economisti..). Di fatto siamo in epoca di monopoli privati, cartelli e questo non puo&#8217; che portare a uno scontro tra consumatori (difesi da discutibilissime authority) e azionisti dei monopoli. Secondo me Fisica ed Ecologia son marginali e poco convincenti per ora in tutte queste discussioni. Rimane solo un fatto di politica e di economia. Servono politiche lungimiranti e coordinate dallo Stato, perche&#8217; solo lo Stato puo&#8217; potenzialmente fare gli interessi del cittadino (ovviamente a patto che lo controlliamo e lo facciam funzionare come si deve). Alle aziende per come e&#8217; organizzata oggi la produzione non conviene. Progetti di grandi opere pensate in quel modo avranno costi che ricadranno sulla collettivita&#8217; e porteranno vantaggi ai gruppi di potere che potranno permettersi di comprare: le solite banche che hanno gia&#8217; in mano i nostri soldi, che stanno dominando il mercato della casa e del petrolio e vogliono metter le mani da anni sul diritto alla pensione e di recente all&#8217;acqua e l&#8217;energia. Sconvienente anche per la media impresa, schiacciata dalla grande impresa che fornira&#8217; l&#8217;energia a sua discrezione. Soluzione per me e&#8217; frammentazione della produzione dell&#8217;energia e tanta ricerca. Meno brevetti, piu&#8217; nazionalizzazione. Beni pubblico autosufficienti, meno subappalti. Piu&#8217; strumenti di controllo reale e di partecipazione del cittadino al controllo. = Inversione a U nelle soluzioni di questi ultimi 20 anni che guarda caso hanno impoverito i lavoratori e arricchito i vari azionisti il cui credito verso di noi ormai ci impicca dal primo all&#8217;ultimo giorno della nostra vita.</p>
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