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	<title>Gerry&#039;s blog</title>
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	<description>Tech, Trips, Anime &#38; clouds</description>
	<lastBuildDate>Sun, 19 Feb 2012 13:44:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Trenord: ignoranza &amp; arretratezza</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 13:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Trenord dimostra di non avere la minima idea di cosa vuol dire "vendere su internet"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 28 gennaio 2012, devo prendere un treno da Olgiate-Calco a Monza (il 10561), siccome so che non ci sono biglietterie (e se ci sono non so dove sono), vedo di comprare il <strong>biglietto online</strong>.</p>
<p>Conosco la procedura, è abbastanza veloce, l&#8217;unica cosa strana è che non prende la prepagata&#8230; vabbè, indagherò. Intanto uso l&#8217;altra che ci ho una certa fretta.<br />
Lo stampo? Non mi va la stampante, ho lo smartphone glielo faccio vedere direttamente dal cellulare.<span id="more-1193"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L&#8217;errore</h3>
<p>Non si può.</p>
<p>Perdio non si può.</p>
<p>Il controllore si incazza con me e afferma  che il biglietto online va <strong>stampato</strong>, non si può vederlo da cellulare.</p>
<p>Perché? Sui treni a lunga percorrenza non l&#8217;ho mai stampato.  Perché sui regionali non  hanno la <em>macchinetta</em> per <em>verificare il biglietto</em> come sui treni a lunga percorrenza, allora il regolamento prevede di accettare solo quelli stampati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L&#8217;ignoranza</h3>
<p>Vedi cara Trenord, adesso tu mi spieghi perché se io ti faccio vedere la ricevuta sul cellulare non va bene e invece se io la stessa ricevuta la passo su computer e la stampo miracolosamente va bene?</p>
<p>Mi spieghi quale <strong>magia</strong> opera la stampante che  trasforma lo stesso identico oggetto da <em>in</em>affidabile a affidabile?</p>
<p>Ho il sospetto che la magia sia la tua abissale  ignoranza, <strong>l&#8217;arretratezza</strong> di chi considera il computer uno strumento demoniaco e incontrollabile ed è tranquillo solo quando vede la vecchia obsoleta carta stampata.</p>
<p>te lo spiego io, è facile. Se ce l&#8217;ho sul telefono lo posso <em>stampare così com&#8217;è</em> quando voglio. Per cui vale stampato tale quale sul telefono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;arretratezza</strong></p>
<p>Cara Trenord, mi spieghi perché vendi biglietti online, li riempi di codici alfanumerici,  codici a barre, QRCODE se poi i tuoi impiegati non sono in grado e/o non hanno gli strumenti per utilizzarli?</p>
<p>Perché  vuoi chiudere le biglietterie? Perché vuoi farti vedere? Perché vuoi farci credere che siamo una nazione moderna quando invece i tuoi controllori si fidano ancora solo della carta stampata?</p>
<p>(spezziamo una lancia, i biglietti online li vende Trenitalia, non Trenord&#8230; Ma Trenord li considera validi senza problemi, <strong>se sono stampati</strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La cattiveria</strong></p>
<p>Alla fine, in un impeto di cattiveria,  mi è venuta in mente una bella idea per i tuoi clienti. La prossima volta che dovete prendere un treno fate un biglietto online, il più breve possibile sulla tratta da percorrere. Tipo dalla fermata in cui salite a quella dopo.</p>
<p>Prendete la ricevuta in PDF e scaricate un software per modificare i PDF, dopodiché modificate due dettagli: la stazione di arrivo e il prezzo e stampate il tutto. Tanto Trenord candidamente ammette che</p>
<ol>
<li>Non ha modo di controllare  se la stampata e <strong>legale</strong> o è stata modificata</li>
<li>Il controllore non sapendo come controllare si <strong>fida ciecamente</strong>, basta che si stampata</li>
</ol>
<p>Così potete viaggiare a prezzo scontato. Se vi impratichite potete riutilizzare il biglietto per tutte le tratte che volete modificando date, stazioni e prezzi di partenza e arrivo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alberi da frutta</title>
		<link>http://www.gerry.it/blog/1171/alberi-da-frutta</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 12:46:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>

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		<description><![CDATA[Per tutti quelli che almeno una volta mi hanno chiesto "Ma quanti cavolo di alberi hai in giardino?"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutti quelli che almeno una volta mi hanno chiesto &#8220;Ma quanti cavolo di alberi hai in giardino?&#8221;<span id="more-1171"></span></p>
<p><a href="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/09/ortotot.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1172" title="Mappa dell'orto" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/09/ortotot.png" alt="Mappa dell'orto" width="715" height="638" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La vera storia del gatto nel motore</title>
		<link>http://www.gerry.it/blog/1066/la-vera-storia-del-gatto-nel-motore</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 20:06:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Io e il mio motore]]></category>
		<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>

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		<description><![CDATA[Come trovare ed estrarre un gatto dal motore della propria automobile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi accingerò ora  a raccontare la vera <em>storia del gatto nel motore</em>, aneddoto che ha portato i miei nipoti a possedere un gatto e me ad avere <strong>una certa fama</strong> negli ambienti bene brianzoli. Siccome ogni tanto mi capita di raccontarla da capo, tanto vale che la fissi in bytes solidi.</p>
<p>La storia è corredata da immagini e filmati a testimonianza di quanto dirò.<span id="more-1066"></span></p>
<p>Tutto iniziò il  27 maggio 2009, data che ricordo benissimo perchè avevo già la serata organizzata. Avrei dovuto andare a casa di un <strong>noto professore brianzolo</strong> per vedere la finale di <span class="tooltip">Champions League <em>Per la cronaca, la finale fra Barcellona e Manchester United fu vinta dal Barça per 2 a 0, gol di Eto&#8217;o e Messi</em></span>.</p>
<p>Verso le 18.30 scendo dal treno alla <strong>stazione di Besana</strong> e mi avvicino all&#8217;automobile. Appena salito e chiusa la portiera sento un flebile</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>&#8220;MIAO&#8221;</em></p>
<p>Alt, momento.<br />
Miao?</p>
<p>Il primo pensiero è che un gatto si è infilato <strong>sotto la macchina</strong>. Scendo a controllare onde evitare di spiaccicare il povero animale durante le fasi di partenza. Controllo dietro, davanti e sotto. Nessuna traccia. Silenzio ristabilito, nessun altro segnale.<br />
Bene, ok, sarà andato. Ripartiamo.</p>
<p>Al <strong>primo stop</strong>, nei dintorni di Besana, sento un altro flebile ma distinto</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>&#8220;MIAO&#8221;</em></p>
<p>Miao?!? Ennò, ma che cavolo&#8230;? Le macchine solitamente <strong>non miagolano</strong>. Mi fermo per alcuni secondi in ascolto, ma c&#8217;è solo <strong>silenzio</strong>.<br />
Ok, dismetto il secondo miao come un&#8217;impressione errata provocata dall&#8217;auto-suggestione avuta prima della partenza.<br />
Non ci sono altri sintomi, riparto.</p>
<p>Il <strong>secondo stop</strong> avviene nei dintorni di <strong>Prebone</strong>, sempre per un flebile ma distinguibile</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>&#8220;MIAO&#8221;</em></p>
<p>A questo punto mi ri-fermo, e inizio a vagliare varie opzioni.  Disabilito l&#8217;<strong>autoradio</strong>, anche se la canzone la conosco e non comprende alcun miagolio al suo interno. Caldo non ne fa per cui non non sto avendo alcun colpo di calore né allucinazione. Ho bevuto alcool oggi? No, dovrei essere <strong>sobrio</strong>.<br />
Nel frattempo nel motore tutto è tornato silente. Cioè, a parte il rumore del motore stesso. Riparto.</p>
<p>Il <strong>terzo stop</strong> avviene all&#8217;ingresso a <strong>Cremella</strong>. Favorito  dall&#8217;autoradio ormai spenta si sente il solito</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>&#8220;MIAO&#8221;</em></p>
<p>Ormai quasi convinto di essere preda di <strong>allucinazioni uditive</strong> mi affretto a compiere velocemente l&#8217;ultimo tratto che mi separa da casa, onde avere il conforto di altri pareri.<br />
Arrivo, parcheggio in cortile apro il cofano e&#8230;</p>
<p>Succede tutto molto in fretta. E&#8217; lì, appollaiato sopra il blocco dei cilindri e mi guarda.<br />
Mi guarda per circa 1/2 secondo. Poi si volta all&#8217;improvviso e <strong>scompare nel motore</strong> prima che io possa avere il tempo di reagire.<br />
Ma <strong>scompare</strong> proprio, ad una rapida ricerca in mezzo ai tubi non è visibile. Solo si sente l&#8217;inconfondibile</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>&#8220;MIAO&#8221;</em></p>
<p>Dopo qualche vano tentativo di recuperarlo mi reco da mio fratello. Immaginatevi uno che vi si para davanti dicendo &#8220;<em>Senti, Luciano, credo di avere un problema. Mi si è infilato un gatto nel motore&#8221;</em>.<br />
Mio fratello mi guarda con espressione mista di <strong>commiserazione</strong> e divertimento. Espressione che dura poco, in quanto innegabilmente il <strong>cofano miagola</strong>.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mGTDB2KW4AM"><img src="http://img.youtube.com/vi/mGTDB2KW4AM/2.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mGTDB2KW4AM">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>

<p>A questo punto parte una specie di disperata<strong> missione di salvataggio</strong>. Lo <strong>stronzo</strong> infatti non solo si rifiuta di uscire ma sembra aver trovato una specie di portale dimensionale presente nel mio cofano, perché continua a sentirsi ma non si trova da nessuna parte.</p>
<p>La missione di de-gattaggio del motore comporta:</p>
<ul>
<li>Lo smontaggio della <strong>ruota anteriore sinistra</strong></li>
<li>Smontaggio del <strong>para-spruzzi anteriore sinistro</strong></li>
<li>Smontaggio del <strong>para-spruzzi anteriore destro</strong></li>
<li>Smontaggio del <strong>fondale del motore</strong></li>
<li>Tentativo (fallito) di <strong>adescamento con latte e biscotti</strong>, per convincerlo diplomaticamente</li>
</ul>
<p>Tutto documentato da queste foto:</p>

<a href='http://www.gerry.it/blog/1066/la-vera-storia-del-gatto-nel-motore/attachment/27052009008' title='27052009008'><img width="150" height="150" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/09/27052009008-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="27052009008" title="27052009008" /></a>
<a href='http://www.gerry.it/blog/1066/la-vera-storia-del-gatto-nel-motore/attachment/27052009001' title='27052009001'><img width="150" height="150" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/09/27052009001-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="27052009001" title="27052009001" /></a>
<a href='http://www.gerry.it/blog/1066/la-vera-storia-del-gatto-nel-motore/attachment/27052009002' title='27052009002'><img width="150" height="150" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/09/27052009002-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="27052009002" title="27052009002" /></a>
<a href='http://www.gerry.it/blog/1066/la-vera-storia-del-gatto-nel-motore/attachment/27052009004' title='27052009004'><img width="150" height="150" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/09/27052009004-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="27052009004" title="27052009004" /></a>
<a href='http://www.gerry.it/blog/1066/la-vera-storia-del-gatto-nel-motore/attachment/27052009005' title='27052009005'><img width="150" height="150" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/09/27052009005-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="27052009005" title="27052009005" /></a>
<a href='http://www.gerry.it/blog/1066/la-vera-storia-del-gatto-nel-motore/attachment/27052009006' title='27052009006'><img width="150" height="150" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/09/27052009006-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="27052009006" title="27052009006" /></a>
<a href='http://www.gerry.it/blog/1066/la-vera-storia-del-gatto-nel-motore/attachment/27052009007' title='27052009007'><img width="150" height="150" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/09/27052009007-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="27052009007" title="27052009007" /></a>

<p>Ad un certo punto il gatto si trova: è riuscito a infilarsi in un <strong>buco microscopico</strong> fra il cofano anteriore e un piccola paratia di plastica che si trovava subito dietro, un buchino largo al massimo <strong>6-7 centimetri</strong>&#8230;</p>
<p>Estrattolo, ci si para davanti questo cosino leggermente spaventato:</p>

<a href='http://www.gerry.it/blog/1066/la-vera-storia-del-gatto-nel-motore/attachment/27052009010' title='27052009010'><img width="150" height="150" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/09/27052009010-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="27052009010" title="27052009010" /></a>

<p>Il resto è storia: la finale di champions è saltata, l&#8217;automobile ha necessitato l&#8217;intervento di un <strong>meccanico</strong> (non sono riuscito a rimontarla, mi avanzava sempre qualche pezzo. Il meccanico non ha voluto sapere perché l&#8217;ho smontata, ha voluto solo i suoi sporchi 20 euro) e il gatto è stato <strong>acquisito dai miei nipoti</strong>.</p>
<p>Mio nipote voleva chiamarlo, molto sportivamente, <strong>Clio</strong>, ma la mia nipotina ha iniziato a chiamarlo <strong>Mimo</strong> ed essendo la più piccola ha vinto lei.<br />
Pur avendo trovato <strong>casa</strong>, abbondante <strong>cibo</strong> e una vita sostanzialmente <strong>tranquilla</strong> a volte quando lo vedo in braccio a mia nipote (che lo tratta più o meno come una <strong>bambola di pezza che miagola</strong>) mi sembra provi una certa nostalgia del motore. Credo stesse più comodo lì.</p>

<a href='http://www.gerry.it/blog/1066/la-vera-storia-del-gatto-nel-motore/mimo' title='mimo'><img width="150" height="150" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/09/mimo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="mimo" title="mimo" /></a>

<p>PS: non ha perso l&#8217;abitudine di miagolare. Fa ancora</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>&#8220;MIAO&#8221;</em></p>
<p> Sotto la mia finestra. Di solito alle <strong>cinque di mattina</strong>. <img src='http://www.gerry.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Layout a colonne di form con il CSS inline-block</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 15:19:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Tech stories]]></category>

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		<description><![CDATA[Incolonnare form in maniera facile, pulita e con zero tabelle]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Stavo curiosando sui layout di alcuni form quando per caso mi sono imbattuto in una soluzione semplice ed efficace per ottenere dei <strong>form incolonnati</strong> in maniera pulita con due soli tocchi di css e <strong>zero tabelle</strong>:<span id="more-1083"></span>
<div>Da così:</div>
<div style="margin: 2em; padding: 1em; border-radius: 0.5em; background-color: #ececec;">
<div style="line-height: 2.5em;"><label style="width: 10em;" for="txtd0">Etichetta 1 (corta)</label>
<input id="txtd0" style="width: 20em;" type="text" /></div>
<div style="line-height: 2.5em;">

<label style="width: 10em;" for="seld0">Etichetta 2  (molto lunga)</label>

<select id="seld0" style="width: 20em;"><option>Opzione 1</option><option>Opzione 2</option></select></div>
</div>
<div>A così:</div>
<div style="margin: 2em; padding: 1em; border-radius: 0.5em; background-color: #ececec;">
<div style="line-height: 2.5em;"><label style="display: inline-block; width: 15em;" for="txtd1">Etichetta 1 (corta)</label>
<input id="txtd1" style="display: inline-block; width: 20em;" type="text" /></div>
<div style="line-height: 2.5em;">

<label style="display: inline-block; width: 15em;" for="seld1">Etichetta 2  (molto lunga)</label>

<select id="seld1" style="display: inline-block; width: 20em;"><option>Opzione 1</option><option>Opzione 2</option></select></div>
</div>
<div>Il trucco è l'utilizzo del CSS <em>display:inline-block;</em> sia all'etichetta che all'elemento del form.</div>
<div>Qual è l'utilità di questo bel coso? In pratica fa diventare gli elementi <em>inline</em> <strong>un po' block</strong>, ma non del tutto.
Il problema degli elementi inline (tipo <em>span</em>, <em>em</em>, <em>label</em>, <em>input</em>, ...) è che non possono accettare alcuni attributi, per esempio non puoi <strong>settare la larghezza</strong> di un elemento inline, il browser la rifiuta perchè l'elemento inline deve scorrere nel testo così com'è.</div>
<div><img class="size-full wp-image-1108 alignnone" title="Elementi posizionati senza inline-block" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/09/NOinline-block.png" alt="Elementi posizionati senza inline-block" width="299" height="77" /></div>
<div>Facendo diventare gli elementi inline-block invece il browser è costretto ad accettare il dimensionamento degli elementi.</div>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1114" title="Elementi posizionati con inline-block" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/09/inline-block1.png" alt="Elementi posizionati con inline-block" width="299" height="93" /></div>
in questo modo si ottengono delle belle colonnine ordinate.
<div>La cosa ancora più carina è quanto è facile avere anche degli <strong>allineamenti centrati</strong>,  cosa che di solito si ottiene a suon di tabelle, bestemmie e sudore. Gli elementi <em>inline-block</em> restano pur sempre degli inline, per cui se si imposta la <strong>centratura del testo</strong> (<em>text-align: center</em>) all'elemento padre, e si impostano muanualmente le cetrature delle tichette (sono ereditarie) si ottiene  un bel form centrato aggratis:</div>
<div style="margin: 2em; padding: 1em; border-radius: 0.5em; background-color: #ececec; text-align: center;">
<div style="line-height: 2.5em;"><label style="display: inline-block; width: 15em; text-align: left;" for="txtd2">Etichetta 1 (corta)</label>
<input id="txtd2" style="display: inline-block; width: 20em;" type="text" /></div>
<div style="line-height: 2.5em;">

<label style="display: inline-block; width: 15em; text-align: left;" for="seld2">Etichetta 2 (molto lunga)</label>

<select id="seld2" style="display: inline-block; width: 20em;"><option>Opzione 1</option><option>Opzione 2</option></select></div>
</div>
<h4>Drawbacks e potenziali problemi</h4>
<ul>
	<li>Come al solito IE7 ha un <a title="Il supporto di inline-block, secondo il sempre ottimo Quirksmode" href="http://www.quirksmode.org/css/display.html" target="_blank">supporto parziale</a> al CSS inline block. E come al solito, who fucking cares.</li>
	<li>Come vedete il dimensionamento degli elementi non è sempre coerente al 100%. La piccola sfalsatura che si vede è dovuta dal fatto che  una <strong>text input</strong> e a una <strong>select</strong>  fisate a <em>width: 20em;</em> non vengono larghe uguale</li>
</ul>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Draga mail (nella nuvola)</title>
		<link>http://www.gerry.it/blog/1016/draga-mail-nella-nuvola</link>
		<comments>http://www.gerry.it/blog/1016/draga-mail-nella-nuvola#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 21:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Tech stories]]></category>

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		<description><![CDATA[DragaMail è un piccolo programmino per estrarre mail da documenti e testi. Ne ho realizzato una versione in puro html+javascript]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Scarica/usa DragaMail" href="http://www.gerry.it/serve/dragaMailCloud.min.html" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1022 alignright" title="DragaMail" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/06/bottone-bulldozer.png" alt="DragaMail" width="120" height="120" /></a></p>
<p>Tempo fa avevo fatto un programmino (su richiesta di <a title="Nulla di nuovo, un blog bellissimo. Vedetevillo" href="http://www.nulladinuovo.it/b/" target="_blank">una celebre tenutaria di blog</a>) che faceva una cosa semplicissima: prendeva un testo contenente alcune mail e le estraeva.</p>
<p>Al tempo avevo un interesse per la <strong>piattaforma .NET</strong> e <strong>C#</strong>, per cui l&#8217;avevo programmato in quel linguaggio. Però questo hai i suoi svantaggi, uno dei quali è che se non puoi installare i framework (per esempio non sei amministratore della macchina) il programmino non funziona.</p>
<p>Allora ho deciso di rifarlo in puro html-css-javascript. Una specie di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing" target="_blank">Cloud computing</a>.</p>
<p style="text-align: center;">[<a title="Scarica/usa DragaMail" href="http://www.gerry.it/serve/dragaMailCloud.min.html" target="_blank">Scaricalo/usalo</a>]</p>
<p>Alcune soluzioni tecniche (degne di nota e poco note ai più):<span id="more-1016"></span><img title="Continua..." src="http://www.gerry.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<h3>Immagini auto-contenute con i Data URI scheme</h3>
<p>Forse pochi sanno che in html è legale <strong>embeddare le immagini</strong> direttamente nell&#8217;HMTL con una schema uri particolare, il <em>data:<br />
</em>Al posto dell&#8217;url dell&#8217;immagine si mette il <strong>contenuto</strong> dell&#8217;immagine stessa. Questo mi ha permesso di ridurre il tutto a <strong>un solo file standalone</strong>, senza rinunciare alla grafica.</p>
<p>Bisogna indicare il tipo (il mime type per la precisione) dell&#8217;immagine  ed è consigliabile encodarla in base 64 per evitare i problemi di charset.<br />
Ci sono alcune limitazioni in base al browser (vi consiglio l&#8217;<a title="Articolo wikipedia sui Data URI scheme" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Data_URI_scheme" target="_blank">ottimo articolo di wikipedia</a>) ma in generale funziona in tutti i browser.</p>
<p>Lo schema vale tanto per i <span class="tooltip">tag html <em>src=&#8221;data:image/png;base64,&lt;dati-immagine&gt;&#8221;</em></span> quanto per i <span class="tooltip">CSS <em>url(data:image/png;base64,&lt;dati-immagine&gt;)</em></span>.</p>
<h3>Auto-draga (che non c&#8217;è) + drag&amp;drop</h3>
<p>Il programmino originale  estraeva le mail automaticamente, appena veniva incollato il testo nella dropbox. Purtroppo pare che in javascript <strong>non esista un evento <em>onpaste</em></strong>, in pratica non si possono intercettare operazioni di incolla e lanciare comandi.  Per cui l&#8217;estrazione va fatta a manina, schissando sul pulsantone.<br />
Ho visto altri software javascript (per esempio <a href="http://tinymce.moxiecode.com/" target="_blank">tinymce</a>) farlo tranquillamente, per cui se qualcuno ha idee (non <span class="tooltip">troppo complesse <em>ho trovato tutorial che includevano l&#8217;uso di un filmato flash nascosto. No, grazie.</em></span>) in questo senso me lo faccia sapere.</p>
<p>HTML 5 dovrebbe introdurre il <a href="http://html5doctor.com/native-drag-and-drop/" target="_blank">supporto al drag&amp;drop</a>, credo però che l&#8217;implementazione nei browser sia ancora limitata per cui mi sono astenuto dal provarci.</p>
<h3>Local Storage &amp; JSON (guai e problemi)</h3>
<p><strong>HTML 5</strong> mette a disposizione molte nuove funzionalità, alcune delle quali sono state backportate dai browser anche se HTML5 non è ancora &#8220;ufficiale&#8221;. Tra queste alcuni <strong>metodi di storage</strong> per salvare (in maniera più o meno permanente) dati sul browser dell&#8217;utente.<br />
Ho cercato di utilizzarli per implementare un rudimentale <strong>meccanismo di salvataggio</strong> di liste di mail estratte.</p>
<p>Problemi e connessi:</p>
<ul>
<li><strong>Database storage</strong>: permette di salvare sul pc dell&#8217;utente un vero e proprio <strong>database</strong>, interrogabile con <strong>SQL</strong>, che resta sul client anche quanto si chiude la pagine e può essere ripreso in un secondo momento. Per saperne di più: un ottimo <a href="http://www.webreference.com/authoring/languages/html/HTML5-Client-Side/" target="_blank">articolo sul client-side storage in html5</a>.<br />
Purtroppo attualmente è supportato solo dalle ultime versioni di <strong>opera</strong> ( <img src='http://www.gerry.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) e <strong>chrome</strong>. Troppo poco per usarlo.</li>
<li><strong>Local storage</strong>: La versione più povera dello storage, salva <strong>coppie di chiavi-valori</strong> che restano sul client anche dopo la chiusura. La fregatura del local storage (scoperta in corso d&#8217;opera) è che sia le chiavi che i valori devono essere <strong>stringhe</strong>.<br />
Io dovevo salvare strutture più complesse, per cui ho pensato di encodare le strutture con JSON, e qui ho scoperto che&#8230;</li>
<li><strong>JSON</strong>: è una notazione per <a title="Non ho voglia di spiegarvi JSON, fatevi una cultura su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Json" target="_blank">serializzare oggetti</a>. Quel che ho scoperto è che tutti i browser possono <span class="tooltip">trasformare una stringa JSON in un oggetto javascript <em>basta  un eval( )</em></span> ma che ben pochi hanno<strong> le primitive per fare il contrario</strong>!<br />
E quel che è peggio è che nemmeno jQuery ha metodi per encodare in JSON. Ho dovuto cercare un plugin apposito, sperando che non abbia bug difficilmente individuabili.</li>
<li><strong>File locali</strong>: il local storage funziona solo su file serviti da webserver. Se si scarica il file e lo si apre dal filesystem non è disponibile, o meglio in genere viene cancellato alla chiusura del browser.<br />
Il perché non è difficile da capire. Come fa un browser a capire che <strong>una certa pagina</strong> può accedere <strong>a certi dati</strong>? Farà come con i cookies, tutti i files che provengono <strong>dallo stesso server e protocollo</strong> accedono agli stessi dati, perché si suppone abbiano la <strong>stessa origine</strong>. <em><br />
http://server/pag1.html</em> e <em>http://server/pag2.html</em> accedono agli stessi dati. <em><strong>https://</strong>server/pag1.htm</em> e <em>http://<strong>altroserver</strong>/pag.htm</em> accederanno a dati differenti.<br />
Un discorso del genere non è possibile con i files residenti sul filesystem, a meno di creare uno spazio unico per tutto quanto arriva dal protocollo <em>file://</em>, ma suppongo sarebbe fonte di <strong>problemi di sicurezza</strong>. Pertanto lo storage in caso di files residenti è disabilitato.</li>
</ul>
<h3>Lista delle mail simil-facebook</h3>
<p>Per la lista delle mail raccattate ho recuperato in parte l&#8217;idea dell&#8217;input box con elementi facebook-stile.</p>
<p>Ho già detto di quell&#8217;idea, se vi interessa potete <a href="http://www.gerry.it/blog/342/input-box-con-lista-di-elementi-facebook-stile" target="_blank">leggere l&#8217;articolo</a>.</p>
<h3>CSS3</h3>
<p>CSS3 ha un sacco di cose figherrime, anche se il <a href="http://www.quirksmode.org/css/contents.html" target="_blank">supporto è ancora lacunoso</a>.  Ne ho usata una che<span class="tooltip"> in generale funziona <em>e se non funziona pazienza, si vedono i bordi squadrati</em></span>, il <em>border-radius</em>, che permette di fare <strong>bordi arrotondati</strong> senza impazzire con le immagini.</p>
<p>Funziona sicuramente con Opera 11, FF4 e Chrome 12.</p>
<h3>Estrazione</h3>
<p>L&#8217;estrazione delle mail è fatta con una &#8220;semplice&#8221; <strong>regExp</strong>:  <em>/[^\\w.]*([\\w.-]+@[\\w.-]{3,}\\.[\\w.-]{2,4})[^\\w.]*/</em>.<br />
L&#8217;ho rubata da qualche parte su internet, la capisco solo in parte ma <strong>funziona</strong>.</p>
<p>TODO per le (eventuali) prossime versioni: aggiungere la possibilità di personalizzarla, così se se ne trova una più figa la si può sostituire. Il codice è <strong>predisposto</strong>, ci sarebbero modifiche da fare.</p>
<h3>Minimizzazione di JS e CSS (YUI)</h3>
<p>Per ridurre il peso ho <strong>minifizzato il javascript e il CSS</strong> con <a href="http://developer.yahoo.com/yui/">YUI</a>, gratis da Yahoo. Il risparmio sui JS è notevole (50%), quello sui CSS è trascurabile.</p>
<p>Pare che YUI digerisca male i CSS con gli url contenenti quote: url(&#8216;&lt;url&gt;&#8217;). Ho tolto le quote, dovrebbe essere legale comunque.</p>
<h3>Internet Explorer</h3>
<p>IE 8 mi ha provocato un <a title="DIO.QUANTO.ODIO.INTERNET.EXPLORER" href="http://twitter.com/#!/gerryino/status/80569672835145728" target="_blank">tracollo nervoso</a>, e siccome ho ancora XP <strong>non ho diritto al 9</strong> e non vi so dire.</p>
<p>Sappiate che ho sviluppato principalmente con <strong>FF4</strong>. In <strong>Opera 11</strong> e <strong>Chrome 12</strong> si è visto <strong>identico al primo colpo</strong> (nessun aggiustamento richiesto).</p>
<p>IE8:</p>
<ul>
<li>La  textbox di inserimento testo è <strong>completamente sputtanata</strong>. Non so perché</li>
<li>Il box di raccolta mail è <strong>completamente sputtanato</strong>. Non so perché</li>
<li>Lamenta <strong>script ActiveX pericolosi</strong> nella pagina e piange chiedendo il permesso. Non c&#8217;è nessuno script ActiveX</li>
<li>Non ci sono le <strong>immagini</strong></li>
</ul>
<p>Sentite, <strong>arrangiatevi</strong>, non ho ore di tempo da perdere dietro questo mezzo programma.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Nucleare: Italia vs. Germania</title>
		<link>http://www.gerry.it/blog/997/nucleare-italia-vs-germania</link>
		<comments>http://www.gerry.it/blog/997/nucleare-italia-vs-germania#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 May 2011 13:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Politics?]]></category>

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		<description><![CDATA[L'uscita dal nucleare tedesca, con note polemiche sul nostro referendum (che IMHO è una non-scelta)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio fare un articolo un po&#8217; polemico, visto che siamo in ombra di <strong>referendum</strong>. Polemico anche un po&#8217; verso il <strong>fronte del sì</strong>, che è bello e buono ma mi da&#8217; la solita italica impressione di non avere <strong>nulla di solido dietro</strong>.</p>
<p>Le mie fonti sono <a title="Articolo 1 - Germany: Nuclear power plants to close by 2022" href="http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-13592208" target="_blank">due</a> <a title="Articolo 2 - Nuclear power in Germany: The reasons behind Chancellor Merkel's U-turn" href="http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-13595171" target="_blank">articoli</a> presi dalla BBC sulla questione nucleare tedesca, e secondo me sono un ottimo esempio di come si fa davvero del <strong>giornalismo informativo</strong> e non delle campagne  pubblicitarie per questo o quello schieramento.<span id="more-997"></span></p>
<p>I tedeschi decidono di chiudere le loro centrali nucleari in anticipo.<br />
In realtà è una decisione che ha già subito vari <strong>rimaneggiamenti</strong>, il precedente governo socialista aveva già varato un programma di <strong>chiusura totale entro il 2011</strong>.<br />
La Merkel invece aveva stabilito che la cosa era infattibile e, pur non avendo sconfessato i suoi predecessori, aveva <strong>posticipato</strong> la chiusura programmata.  In seguito a Fukushima la Merkel è tornata <strong>parzialmente</strong> sui suoi passi anticipando la chiusura di centrali più vecchie e fissando per il <strong>2022</strong> la chiusura delle nuove.</p>
<p>Partiamo con  la dichiarazione del ministro Norbert Rottgen (politiche ambientali):<br />
<span class="tooltip">If you want to exit something, you also have to prove how the change will work and how we can enter into a durable and sustainable energy provision <em>Rozza traduzione:  Se vuoi uscire da  qualcosa, devi anche spiegare perché il cambiamento funzionerà e come si fa ad avviare una fornitura duratura e sostenibile di energia</em></span>.</p>
<p>Quali sono i problemi che porterà l&#8217;<strong>uscita dal nucleare</strong> in Germania, secondo la BBC?</p>
<ol>
<li>Parte dell&#8217;energia verrà prodotta da centrali eoliche. Ma le centrali eoliche sono soprattutto nel <strong>mare del nord</strong>, mentre le centrali nucleari sono <strong>nel sud</strong>, questo significa che  bisognerà potenziare e ridisegnare la rete di distribuzione.<br />
Ma in soldoni questo vuol dire che andrà realizzata una grossa <span class="tooltip">dorsale di distribuzione nord-sud <em>la chiamano &#8220;energie autobahn&#8221;</em></span>, con notevole <strong>deturpamento del paesaggio</strong> (e conseguente incazzatura degli <strong>ambientalisti </strong>, anche se le compagnie elettriche hanno detto che se non si ridisegna la linea distributiva ci saranno blackout).</li>
<li>Un altra parte proverrà probabilmente da un rinnovato maggiore impiego delle <strong>centrali a carbone</strong>, con due sotto-problemi.<br />
Primo: rischiano di uscire dal nucleare a spese (in parte) del riscaldamento globale (con conseguente altra incazzatura degli <strong>ambientalisti</strong>).<br />
Secondo: non risolvono, anzi aggravano, la dipendenza da idrocarburi, che sono una risorsa <strong>limitata</strong>, <strong>scomoda</strong> e che da almeno un secolo alimenta <strong>guerre</strong> e divisioni.</li>
<li>C&#8217;è il concreto rischio che debbano aumentare l&#8217;<strong>import dalla Francia</strong>. Cioè in soldoni un <span class="tooltip">nucleare conto terzi <em>La Francia non ha nessuna intenzione di rivedere le sue politiche nucleari, a quanto pare</em></span>, un po&#8217; come facciamo noi.</li>
<li>Parte dell&#8217;energia verrà non-prodotta <strong>abbattendo i consumi</strong> del 10%, che è una cosa molto buona ma richiederà un sostanziale apporto da parte dei cittadini.</li>
</ol>
<p>Quali conclusioni si possono trarre, secondo me, da questo articolo?</p>
<p>I tedeschi fanno una  politica seria, sanno che vogliono uscire dal nucleare ma sanno anche che ci sarà un <strong>prezzo da pagare</strong> e stanno ipotizzando quale sarà questo prezzo.<br />
Il nostro referendum è, per carità, sacrosanto, ma non è che un <strong>passo infinitesimale</strong> sulla strada dell&#8217;energia. Sono propenso a credere che siamo bravi a dire di no al nucleare quanto i tedeschi ma <strong>non siamo capaci</strong> di tirare fuori <strong>un piano energetico</strong> come il loro.<br />
Sono pronto a scommettere che <strong>bruceremo ancora gas e petrolio</strong> oppure importeremo corrente dalla Francia, realizzando la più ipocrita delle politiche not-in-my-backyard, spacciandoci anche per una <strong>nazione pulita</strong>.</p>
<p>La seconda considerazione è che non bisogna credere alla favola dell&#8217;<strong>energia pulita</strong>. L&#8217;energia pulita non esiste, in qualche modo un prezzo in termini di impatto ambientale si paga. Prima rinunciamo a credere che la <strong>corrente esca dai fiori</strong> prima potremo serenamente valutare le opzioni possibili e scegliere quella che <strong>ci conviene di più</strong>.<br />
Gli impianti eolici sulle colline sono brutti, le dighe sono pericolose o svuotano i bacini idrici, le culture per l&#8217;etanolo tolgono terra per il cibo e diminuiscono la biodiversità, se vuoi una casa a basso impatto devi investire <strong>soldi tuoi</strong> nella conversione. Però uno di questi prezzi si deve pagare, e questa è l&#8217;unica verità che esiste.</p>
<p>La terza considerazione è andarci piano ad <strong>osannare  i tedeschi</strong>, da quello che ho capito io parte della loro uscita dal nucleare sarà pagata ricorrendo al carbone o attingendo al nucleare francese.  Non sarà un uscita <strong>rinnovabile al 100%</strong>, hanno solo fatto una scelta sul male minore.<br />
Quando si legge  un articolo che dice i tedeschi <strong>rinunciano al nucleare per le rinnovabili</strong> sarà il caso di chiedersi se è proprio del tutto vero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PS: per concludere, io andrò al referendum e voterò sì. Ma lo farò sapendo che non servirà a mettere a posto la situazione.<br />
Cosa vorrei? Vorrei qualcuno (un leader politico, un ambientalista, un tecnico) che mi dicesse che possiamo evitare il nucleare ma che ci costerà tot alberi abbattuti, tot colline invase dagli impianti, tot  rigassificatori in alto mare. Non voglio uno che mi dice che le rinnovabili sono <strong>pulite e candide</strong> come una margherita di campo.  E&#8217; una <strong>balla</strong>, non ci vuole un genio a capirlo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La bella Brianza by bike</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 19:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Bici]]></category>

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		<description><![CDATA[Una gita in Bici in mezzo alla Brianza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li>Da Cremella a Besana: il <a href="http://www.lavalletta.org/" target="_blank">Parco agricolo della valletta</a></li>
<li>Da Besana a Montesiro: Il saliscendi di <strong>Via della Busa</strong></li>
<li>Da Montesiro alla stazione di Carate/Calò: le stradine di campagna di <strong>Fonigo</strong> e  le ville stratosferiche dietro a Calò</li>
<li>Da Carate a Macherio: Il <a href="http://www.parcovallelambro.it" target="_blank">parco della Valle del Lambo</a>, le rive tranquille immerse nei boschi</li>
</ul>
<p>Il ritorno: 1 ora in salita.</p>
<p>Controvento.</p>
<p>Che mal di gambe <img src='http://www.gerry.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Microlezione usabilità: i comandi vicini</title>
		<link>http://www.gerry.it/blog/981/microlezione-usabilita-i-comandi-vicini</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 13:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Tech stories]]></category>

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		<description><![CDATA[Due comandi vicini: a cosa stare attenti per evitare che gli utenti combinino disastri (aiutati dai progettisti)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una microlezione di usabilità: due <strong>comandi vicini</strong> sono spesso confondibili, quindi cosa non si deve mai fare?</p>
<ol>
<li>mettere vicini due comandi dal <strong>significato simile ma non identico</strong> porta facilmente alla <strong>confusione</strong> tra i due</li>
<li>mettere vicino a un comando molto usato e dagli effetti <strong>innocui</strong> (qualcosa che provoca un effetti minimo o facilmente annullabile) vicino a un comando dagli effetti potenzialmente <strong>distruttivi</strong> e magari non annullabili è un <strong>grosso errore</strong></li>
</ol>
<p>Potete vedere un mix di questi due errori in <a href="http://bit.ly/" target="_blank">bit.ly</a>, che ha una funzione per <strong>condividere direttamente i link accorciati</strong> sui social network più diffusi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-983" style="border: 1px solid #000000;" title="Schermata di bit.ly che presenta il problema di usabilità" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/04/usabilità-bitly.png" alt="Schermata di bit.ly che presenta il problema di usabilità" width="712" height="335" /></p>
<p>Mettiamo che  tu vuoi condividere un link <strong>solo su Twitter</strong>, quello che devi fare è staccare temporaneamente lo <em>Sharing on</em> di Facebook. Invece il <em>remove</em> provoca la <strong>rimozione totale</strong> dell&#8217;applicazione.</p>
<p>Qui ci sono entrambi gli errori, il primo è che i due comandi possono essere <strong>confusi</strong> da un utente distratto e di fretta (remove == rimuovi la condivisione su Facebook per questo post).</p>
<p>Il secondo è che il comando remove è vicino a un comando usato spesso (almeno da me) e soprattutto che è un comando altamente <strong>distruttivo</strong>. Su questo punto pesano due fatti oggettivi:</p>
<ol>
<li>non ha un <strong>annulla</strong>, una volta cliccato bisogna reinstallare il componente</li>
<li>cosa più grave: non ha una <strong>conferma</strong>, clicchi e sei fuori senza una seconda possibilità di riflessione</li>
</ol>
<p>Bitly è salvato in corner dal fatto che l&#8217;installazione del componente è talmente <strong>veloce</strong> da non provocare un danno apprezzabile, tuttavia è un bell&#8217;errore di usabilità.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Corti di animazione Giapponese (e dintorni)</title>
		<link>http://www.gerry.it/blog/959/corti-danimazione-giapponese-e-dintorni</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 17:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Anime & manga]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gerry.it/blog/?p=959</guid>
		<description><![CDATA[Una piccola serie di corti di animazione che ho visto e mi sono piaciuti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo scrivere un intro per questo post ma non mi viene in mente nulla di intelligente, per cui mi atterrò ai fatti. Sono una serie di <strong>corti di animazione</strong> quasi tutti Giapponesi che mi sono piaciuti a vario titolo.</p>
<p>Se avete fretta guardate almeno l&#8217;ultimo, che merita molto. Mi chiedo ora infatti perché mai l&#8217;ho messo per ultimo. Ma fa nulla, l&#8217;importante è esserci.<br />
<span id="more-959"></span></p>
<h3>Hiroyasu  Ishida</h3>
<p>Ishida è uno studente della <a href="http://www.kyoto-seika.ac.jp/eng/3_manga/manga.htm" target="_blank">Facoltà di Manga</a> (sì esiste davvero una facoltà di manga) dell&#8217;università Seika di Kyoto, il primo corto linkato lo ha realizzato pressochè da solo per un progetto universitario.<br />
Con il corto ha vinto i Japan Youtube Awards 2009, il che ha dato una certa notorietà ad Ishida. Il secondo corto invece ha vinto il gran premio al nono Festival dell&#8217;Animazione Indipendente.</p>
<p><strong>Fumiko&#8217;s Confession<br />
</strong>Tecnicamente povero ma molto divertente lo stesso. La storia si riassume in due parole: Fumiko tremante chiede di uscire al suo amato ricevendo un rifiuto perché lui è &#8220;troppo impegnato col baseball&#8221;. Fumiko si esibisce in una <strong>risposta leggermente scomposta</strong> e volutamente surreale (grandioso il <em>mugnaooo</em> del gatto).</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=t57l40kdnPM"><img src="http://img.youtube.com/vi/t57l40kdnPM/2.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=t57l40kdnPM">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>

<p><strong>Rain town<br />
</strong>Il secondo corto è una favola muta sulle avventure di una bambina in una città in cui piove da anni senza smettere. La trama è un po&#8217; criptica, fondali stupendi e molto evocativi, musica azzeccata. Per apprezzarlo in pieno consiglio di aprire youtube e scegliere la <strong>versione HD</strong>. Consigliate anche le cuffie o un buon impianto audio.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=RLAfM1RXwRs"><img src="http://img.youtube.com/vi/RLAfM1RXwRs/2.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=RLAfM1RXwRs">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>

<p>&nbsp;</p>
<h3>Studio 4°C</h3>
<p>Lo studio 4°C è una realtà relativamente giovane nel panorama giapponese (1986), hanno prodotto sia anime mainstream (tra cui spicca un episodio degli Animatrix) che <strong>prodotti molto particolari</strong> (<a href="http://www.animeclick.it/anime.php?titolo=Arete+Hime" target="_blank">Arete Hime</a>, <a href="http://www.animeclick.it/anime/Tekkon+Kinkreet" target="_blank">TekkonKinkreet</a>, <a href="http://www.animeclick.it/anime/Mind+Game" target="_blank">Mind Game</a>).<br />
Hanno prodotto anche alcune serie di corti, di cui la mia preferita è quella raccolta sotto il titolo <strong>Deep imagination</strong>: 5 corti di animazione di ottimo livello diretti da altrettanti registi.<br />
Oltre a quello qui sotto (Kigeki) ci sono altri due titoli notevoli: <strong>Higan</strong>, un corto cupo e durissimo sugli ultimi istanti di vita di un militare in una futuristica guerra, e <strong>Junk town</strong>, dove un robot  intrapendente inizia a cibarsi di rottami fino a crescere un po&#8217; troppo. Purtroppo questi sul tubo non si trovano, li trovate subbati in italiano dagli <a href="http://animelab.forumcommunity.net/?t=40729913">animelab</a>.</p>
<p><strong>Kigeki</strong><br />
Diretto da Kazuto Nakazawa, nella nebbiosa Irlanda una ragazzina bionda sfida la paura per procurarsi i servigi dell&#8217;inquietante<strong> spadaccino nero</strong>, l&#8217;unico che può salvare il suo villaggio dai soldati inglesi. Musiche di <strong>Schubert</strong>, ambientazione dark. La qualità del video non è eccelsa, ma almeno ci sono i sottotitoli. aprite la 480p, è un po&#8217; meglio.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=aWZ_d_eSlOw"><img src="http://img.youtube.com/vi/aWZ_d_eSlOw/2.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=aWZ_d_eSlOw">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>

<p>&nbsp;</p>
<h3>Makoto Shinkai</h3>
<p>Uno degli animatori indie più famosi in circolazione (<a href="/blog/40/voci-dalle-stelle-un-posto-promesso-in-giovent">ho già detto di lui</a>), ha prodotto questo corto per Festival di Annecy</p>
<p><strong>A Gathering of Cats</strong><br />
A un gatto non dovete schiacciare la coda, e quando vi guarda con quello <strong>sguardo assassino</strong> lo dovete prendere sul serio. La coda comunque è di paglia, viene regolarmente venduta per <strong>un po&#8217; di coccole e di cibo</strong>.</p>

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<p>The video cannot be shown at the moment. Please try again later.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h3>Out of Sight</h3>
<p>Ho lasciato questo per ultimo non perché sia meno bello ma perché non è strettamente giapponese, è infatti un progetto di laurea realizzato da tre studenti della National Taiwan University of Arts.<br />
Anzi, forse di tutti i corti è il <strong>più significativo</strong> e il più rappresentativo di come si possa condensare un <strong>messaggio enorme</strong> in <strong>pochi minuti</strong> e<strong> senza usare parole</strong>. Vi dico solo di osservare bene la protagonista all&#8217;inizio perché si capisce che è una <strong>bambina particolare</strong>, e tutto il tema del corto è incentrato sulla sua particolarità.  Anche questo merita di essere visto su youtube in <strong>HD</strong>.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4qCbiCxBd2M"><img src="http://img.youtube.com/vi/4qCbiCxBd2M/2.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4qCbiCxBd2M">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>

]]></content:encoded>
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		<title>Fansub: un traduttore niubbo ve lo spiega</title>
		<link>http://www.gerry.it/blog/357/fansub-un-traduttore-niubbo-ve-lo-spiega</link>
		<comments>http://www.gerry.it/blog/357/fansub-un-traduttore-niubbo-ve-lo-spiega#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 17:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Anime & manga]]></category>
		<category><![CDATA[Fansub]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fansub: come si prende un anime giapponese, lo si traduce, si infilano i sottotitoli e si rilasciano al mondo intero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.supremes.it/" target="_blank">Qualcuno</a> mi ha corteggiato a lungo prima di riuscire a farmi compiere il grande salto, dopo avermi reclutato come <a href="http://animewiki.nanoda.com/index.php?title=Spiegazione_Ruoli_Fansub#Quality_check" target="_blank">checker</a> mi hanno blandito finché alla fine ho ceduto ed ho accettato di provare a tradurre  una serie in italiano.</p>
<p>Approfitto dell&#8217;occasione per spiegare più in dettaglio cosa vuol dire <strong>fare fansub</strong>, per chi fosse interessato. Dedico l&#8217;articolo al <strong>Giappone</strong>, che in questi giorni non se la passa troppo bene (gambatte!)  e che <a href="/blog/40/voci-dalle-stelle-un-posto-promesso-in-giovent">così</a> <a href="/blog/28/unaureola-e-due-ali-grige">tante</a> <a href="/blog/80/10-anni-e-non-sentirli">perle</a> <a href="/blog/101/perfect-blue-by-satoshi-kon-an-idol-horror">animate</a> mi ha donato.</p>
<p>Nel post spiegherò solo come  funziona la <strong>traduzione</strong>, ci sono tanti altri aspetti (typesetting, karaoke, encoding, &#8230;) ma li conosco meno e penso siano marginali rispetto alla traduzione che è il vero <strong>core business</strong> del subber.</p>
<p>Il <strong>fansub</strong> (fan + subtitle) è un largo movimento di fan che spontaneamente <strong>traducono opere</strong> di fiction (generalmente televisive, ma anche film) in modo da permettere ai non madrelingua di seguirle.<br />
Il subber lavora a uno script di <strong>sottotitoli</strong>, che poi vengono aggiunti al filmato (il quale quindi mantiene l&#8217;audio originale).<span id="more-357"></span></p>
<h3>Breve e concentrata storia del fansub</h3>
<p>Il fansub ha una storia ormai lunga, anche se per certi versi poco chiara. <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fansub" target="_blank">Secondo wikipedia</a> è nata sull&#8217;onda dell&#8217;esplosione della produzione anime in Giappone negli anni &#8217;80, come un modo di <strong>diffondere una cultura</strong> vittima della <strong>scarso interesse commerciale</strong> avvertito fuori dai confini nipponici.<br />
Pare che la pratica sia partita soprattutto nei <strong>college statunitensi</strong>, dove si potevano trovare studenti giapponesi in grado di occuparsi della traduzione e di recuperare i materiali originali dal Giappone.<br />
I primi fansub di opere giapponesi venivano prodotti su <strong>VHS artigianali</strong>, utilizzando <strong>titolatrici</strong> che sovraimprimevano i sottotitoli mentre si copiavano i nastri.</p>
<p>Il <strong>computer e internet</strong> hanno poi rivoluzionato il procedimento, adesso si recuperano i filmati in <strong>digitale</strong> e poi con software appositi si aggiungono i sottotitoli.</p>
<p>Il fansub nel tempo ha perso molta della sua natura divulgativa, tanto che la pratica si è diffusa anche a opere non Giapponesi. Molti si sono ritrovati a seguire <strong>telefilm americani</strong> sottotitolati solo per non aspettare la messa in onda nel nostro paese.</p>
<h3>Come funziona un fansub</h3>
<p>Vi spiego le cose che ho imparato <strong>traducendo i primi 5 episod</strong>i di un anime (<a href="http://www.animeclick.it/anime/Durarara" target="_blank">Durarara</a>), tanto per chi è curioso di sapere cosa vuol dire fare un fansub quanto per chi magari ne può ricavare qualche idea.<br />
Fate finta che non sia pretenzioso <strong> dare spiegazioni</strong> dopo solo 5 episodi tradotti, siccome sono niubbo forse posso capire meglio i problemi della niubbità e scrivere qualcosa che i traduttori scafati danno per scontato.</p>
<p>Sorvolerò sul perché fra i <strong>bazilioni di serie  disponibili</strong> ho deciso di buttarmi su Durarara che è, nell&#8217;ordine:</p>
<ol>
<li>piena di personaggi</li>
<li>linguisticamente complicata da slang, doppi sensi e riferimenti alla cultura anime contemporanea</li>
<li>fornita di dialoghi non  convenzionali come sessioni di chat</li>
</ol>
<h3>Traduzione dall&#8217;inglese</h3>
<p>Il fansubber italiano normodotato ritraduce <strong>script inglesi</strong>, cioè prende il lavoro di traduzione fatto da gruppi americani o inglesi e lo ritraduce in italiano.<br />
Questo vuol dire che si fa una traduzione di una traduzione. Naturalmente  non è proprio bellissimo dover<strong> tradurre di seconda mano</strong> senza capire (quasi) un H di ciò che viene detto in originale, ma questo è quello che passa il convento.<br />
Se si hanno sottomano <strong>più versioni</strong> si può sfruttare il vantaggio e compararle. Questo aiuta quando ci sono passaggi di cui si dubita la correttezza in inglese, passaggi con un inglese ostico oppure in cui si usano giochi di parole ed espressioni gergali.<br />
Secondo me il meglio sono <strong>tre versioni</strong>. Due sono un po&#8217; poche, in certe situazioni si rischia di bloccarsi su passaggi difficili, quattro sono già troppe: si passa più tempo a controllare le versioni che a tradurre</p>
<p>Esistono anche rari (almeno in Italia) gruppi che possono permettersi un <strong>madrelingua</strong> che traduce direttamente dal Giapponese.</p>
<h3>Scegliere traduzioni buone</h3>
<p>Non tutti i gruppi inglesi traducono bene,  e te ne accorgi anche se non capisci l&#8217;originale.<br />
Scegliere una <strong>buona traduzione inglese</strong> è un&#8217;impresa, spesso non si conoscono i gruppi da cui si parte e non si può vedere tutta la serie per giudicarla. Io mi sono basato su <a href="http://anidb.net" target="_blank">aniDB</a>, un indice di fansub inglese che riporta il nome dei gruppi che fanno una certa serie con <strong>i voti degli utenti </strong>sulle release.<br />
Il trucco è sempre lo stesso, non basta prendere release con <strong>buoni voti</strong>, bisogna anche cercare serie che hanno <strong>molti buoni voti:</strong> più voti ci sono più è facile che in media i voti siano rappresentativi della qualità effettiva.</p>
<h3>Timing</h3>
<div style="float: right; width: 300px;">
<div id="attachment_949" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><br />
<a href="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/03/aegisub.png"><img class="size-medium wp-image-949 " title="Una schermata di Aegisub" src="http://www.gerry.it/blog/uploads/2011/03/aegisub-300x218.png" alt="Una schermata di Aegisub" width="300" height="218" /></a><p class="wp-caption-text">Qui vedete una schermata di Aegisub: a sinistra il video con i sottotitoli, a desta il box di modifica e lo spettro audio per aiutare a sincronizzare le battute. Sotto la lista delle battute</p></div>
</div>
<p>Il timing  è il processo di <strong>sequenziare temporalmente</strong> le battute in modo che coincidano col parlato. Ultimamente non si fa quasi più timing da zero, i gruppi italiani prendono gli script inglesi che sono già timmati e traducono le battute. A loro volta gli inglesi prendono i tempi dalle <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Closed_captions" target="_blank">closed caption</a>, che grossomodo sono segnali inviati insieme al video in TV per i sottotitoli per non udenti. Poi al massimo si fa del lavoro di limatura.<br />
Onestamente non ho idea di come si facesse quando non esistevano i CC e bisognava <strong>timmarsi tutto a mano</strong>. So vagamente che ci sono varie tecniche e alcuni programmi aiutano con strumenti in grado di individuare i <strong>picchi audio del parlato</strong>.</p>
<h3>Aegisub: tradurre col video davanti</h3>
<p>Credo che alcuni traduttori lavorino col solo script, io non so come fanno.<br />
E&#8217; vero che della traccia originale in Giapponese non ci capisci nulla, ma tutte le <strong>informazioni collaterali</strong> che puoi intuire dove le metti? Chi sta parlando, a chi sta parlando, qual&#8217;è il tono di voce, quali sono le circostanze in cui si svolge la scena&#8230;<br />
Per cui ci si sbatte un pochino ad installare <a href="http://www.aegisub.org/" target="_blank">Aegisub</a> e si impara a ravanare nel file .ass per caricare il file video e audio nell&#8217;editor.<br />
Aegisub è un <strong>editor visuale</strong> di sottotitoli, ti permette di editare le battute e vedere subito a video il risultato. Inoltre ha un <strong>correttore ortografico</strong> che toglie il grosso dei refusi e strumenti per il timing. Quasi tutto il lavoro del traduttore si fa con programmi come questo.</p>
<h3>Dizionari</h3>
<p>Il dizionario è essenziale per il lavoro di traduzione, detta questa banalità alcuni dizionari utilissimi:</p>
<ul>
<li><strong>WordReference :</strong><a href="http://www.wordreference.com/enit/" target="_blank"> http://www.wordreference.com/enit/</a><br />
Un must per la traduzione eng-ita. Anche se conosci la traduzione di una parola, spulciandolo ti suggerisce significati alternativi (che ogni tanto sono più precisi di come invece avresti tradotto tu) e ti da  spunti, idee e sinonimi per rendere meglio le frasi in italiano</li>
<li><strong>Sinonimi e contrari</strong><br />
Online ce ne sono a bizzeffe, aiuta quando la frase non suona, il pezzo è legnoso e ripetitivo, hai quella parola sulla punta della lingua ma proprio non ti viene</li>
<li><strong>Italiano</strong><br />
Idem come sopra, per evitare castronerie</li>
</ul>
<h3>Fasi e tempi di lavorazione</h3>
<p>Una volta pronto il materiale si passa alla traduzione, in genere io traduco insieme <strong>pezzi coerenti</strong> (una scena, un dialogo, &#8230;), riascolto, correggo e proseguo.<br />
Finito un episodio lascio <strong>macerare tutto</strong> per almeno una nottata e poi lo riguardo da capo apportando una serie di aggiustamenti.</p>
<p>Non ho mai calcolato bene quanto tempo ci voglia, certamente dipende dalla <strong>difficoltà linguistica</strong> dell&#8217;opera e dall&#8217;<strong>esperienza del traduttore</strong>. Per cui le mie statistiche non dovrebbero essere molto significative.<br />
Credo che per un episodio da <strong>20/25 minuti</strong> mi ci vogliano circa <strong>4/5 ore</strong> di lavoro, suppongo che gente più esperta di me ci metta molto meno.</p>
<h3>Checking</h3>
<p>Una volta prodotto lo script in italiano in genere si fa una fase di check. In questa fase altri membri del gruppo si guardano la beta dell&#8217;episodio e annotano tutto <strong>quello che non va</strong>. In genere le segnalazioni sono di tre tipi:</p>
<ol>
<li><strong>Refusi</strong> sfuggiti al correttore ortografico e al ricontrollo</li>
<li><strong>Suggerimenti</strong> su forme alternative di frasi comunque corrette</li>
<li><strong>Dispute</strong> grammaticali e lessicali su frasi ritenute errate</li>
</ol>
<p>Di solito qui viene fuori la vera passione del fansubber, i bravi fansubber sono capaci di <strong>discutere</strong> (e anche litigare) su forme verbali, significati lessicali, questioni di lunghezza e amenità simili fino a riempire i forum di chiacchiere. I riferimenti alla <a href="http://www.accademiadellacrusca.it/" target="_blank">Crusca</a> di solito si sprecano. <img src='http://www.gerry.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>Cosa ci si guadagna a fare fansub?</h3>
<p>La risposta è semplice, niente. Suppongo si faccia come per tante altre cose: passione, ego, utopia, voglia di mettersi alla prova, invidia, imitazione.</p>
<p>Personalmente sono partito per <a href="http://www.gerry.it/blog/369/curiosita">curiosità</a> verso qualcosa che non avevo mai fatto, che  mi andava di provare e che sentivo di poter fare.</p>
<p>Devo dire che quasi subito è subentrato il sottile <strong>piacere della traduzione</strong>: smontare le frasi inglesi, rimontarle in Italiano, imparare espressioni nuove, sondare i recessi della memoria per trovare parole, espressioni, sinonimi, significati e sfumature. Tradurre è un po&#8217; <strong>impadronirsi</strong> del lavoro altrui e conquistarlo, cercando di mantenere il senso originale mettendo contemporaneamente qualcosa di tuo nel risultato.<br />
La traduzione allarga notevolmente la padronanza del vocabolario della lingua tradotta, si <strong>acquisiscono</strong> termini ed espressioni nuove e si <strong>rinforza</strong> la conoscenza del vocabolario che già si possiede. Inutile dire che migliora di molto anche l&#8217;uso della <strong>propria lingua</strong>.</p>
<p>Tradurre (ma anche guardare) opere in lingua originale sviluppa anche un certo <strong>senso critico</strong> sulla procedura di adattamento, una volta abituato inizi ad <strong>ascoltare</strong> i prodotti doppiati con orecchio diverso e farti domande sulle voci doppianti, sulle procedure di traduzione e sulle scelte di adattamento.<br />
Inizi anche a sentire a pelle quando qualcosa è tradotto/adattato/interpretato male e ad essere critico verso questi aspetti.</p>
<p>Dal punto di vista tecnico si impara abbastanza sui <strong>formati di sottotitoli</strong>, sulle tecniche di sincronizzazione e sovraimpressione. Per quanto queste non siano <strong>difficilmente spendibili</strong> potrebbe un giorno farmi comodo saper mettere dei sottotitoli a un filmato.</p>
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